presentazione

Pubblicherò su questo blog, senza alcun obiettivo e disegno preordinato, considerazioni personali su avvenimenti storici e fenomeni politici, economici, sociali, antropologici e culturali.

Non credo che scriverò nulla su temi esistenziali e teoretici.

Non mi interessa suscitare interesse o approvazione in chi leggerà ma solo avere un modo agevole con cui raccogliere e ritrovare valutazioni che, per quanto di poco conto per la mia esistenza, mi farà piacere rileggere negli anni successivi alla luce dei miei cambiamenti d’opinione.

Se poi qualcuno nel frattempo le leggerà e, trovando motivi di accordo o di disaccordo, avrà voglia di intervenire, ciò non mi dispiacerà, ma non credo di aver voglia di rispondere e interagire.

Prima di pubblicare il primo articolo do di seguito alcuni riferimenti per conoscere la mia posizione o mancanza di posizione nel momento in cui esprimo giudizi e valutazioni.

La mancanza di stile, nelle cose pubbliche oltreché in quelle private, mi infastidisce molto e spesso rivela una mancanza di sostanza piuttosto che un suo eccesso.

Ma lo stile senza sostanza mi infastidisce ancora di più.

Per questo preferisco mangiare con le mani in compagnia di contadini ubriachi piuttosto che sedere a un tavolo di borghesi ben educati che parlano di tutto meccanicamente ma senza sapere di cosa stanno parlando e senza guardarsi negli occhi.

Sempre per quanto riguarda lo stile:  non mi piace chi uccide altri uomini, perché non ha chiara consapevolezza di cosa sta facendo. Neppure se brandisce una spada e si sporca le mani di sangue.  Ma mi piace molto di meno chi spara a distanza e ancora di meno chi uccide senza sparare.

Per quanto riguarda la politica mi sento inattuale: mi infastidisce la superficialità generalizzata, la mancanza di visione e di analisi, la nevrosi della ricerca del consenso, la debolezza biologica e spirituale che caratterizza mediamente chi, per professione o noia, si dedica a far politica.   Mi infastidisce ancora di più il conformismo di chi, per professione o per noia, parla di politica e di storia senza capacità di giudizio e di astrazione critica.

Mi sento inattuale ma non me ne compiaccio e anzi mi dispiace.

Mi infastidiscono in generale i conformisti e i leccapiedi. Ma mi infastidiscono ancora di più gli anticonformisti di professione e di maniera.

Non sopporto chi non fa nulla, sopporto meno chi fa una professione del non far nulla.

Disprezzo chi fa tante cose per vanità e nevrosi del successo, sopporto ancora meno chi fa qualcosa solo a fatica se qualcuno gli chiede di farlo.

Non sopporto i piccolo borghesi ma sopporto di meno gli snob in tutte le multiformi declinazioni dell’assenza di nobiltà.

Disprezzo i ladri di beni pubblici e privati, ma non mi piace e diffido di chi si vanta di essere onesto e fa bandiera della propria onestà.

Preferisco i padri di famiglia a chi si guarda troppo allo specchio, bello o deforme che sia il suo ego.

Tutto è vanità ma non serve ripeterlo a vanvera.

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