ESTREMISTI ISLAMICI E ORIZZONTE TECNOLOGICO

Poco fa ho letto sul Corriere un’intervista a una ragazza italiana arruolata dall’Isis e incuriosito di ascoltare la sua voce ho cercato e ascoltato la sua intervista su web.

Sono rimasto un po’ deluso perché mi sono reso conto che si tratta di una poveretta, una ragazzina “sfigata”, e dico “sfigata” solo perché è lei a sentirsi così, figlia di uno “sfigato”, e dico “sfigato” perché è lei a pensare che suo padre è solo uno “sfigato” che ha bisogno di essere riscattato e non il buon padre di famiglia quale è e che lavorando ha cercato di farla crescere. Una “poveretta” che si è convertita all’Islam e soprattutto si è arruolata nell’Isis solo per tentare di liberarsi dalla propria frustrazione, una poveretta piena di tic verbali, una che parla in modo nevrotico (più o meno con lo stile e la meccanicità assimilabili a quella di una poveretta fatta di pasticche e appena uscita da un rave party o da un’intera giornata a mangiare patatine da Mac Donald. Una che dice troppo spesso “OK? OK? OK?”. Troppo spesso per poter piacere a Maometto e tanto meno ad Allah. Una poveretta che sta all’Islam come un soldatino di piombo sta alla guerra.

Ho ripensato allora anche al curriculum da DJ di un tagliatore di teste nato a Londra e me lo sono immaginato con delle scarpe da ginnastica deformate e jeans strappati e maglietta sudata e sporca, troppo alienato, troppo rozzo e troppo puzzolente per poter piacere a Maometto nonostante tutte le sue illusioni.

Ho pensato che non basta il risentimento per piacere a Maometto e che quasi sempre il risentimento è la motivazione di fondo di questi antagonisti convertiti e riconvertiti come i pneumatici usurati.

A pensarci bene appaiono un po’ automi spaventati dal vuoto, un po’ bambini in cerca del papà, perditempo che alla fine hanno comunque il tempo esistenziale e il desiderio di vivere su web, facebookare e twittare come uccellini senza nido.

Arrabbiati solo perché annoiati o frustrati per non essere abbastanza occidentali e ricchi, solo carenti di un po’ di merdoso successo e visibilità. Solo risentiti che hanno bisogno di sfogarsi come sempre capita a chi è risentito.

Per questo, in fondo in fondo, ho pensato che anche quando la retorica e l’idealismo islamista prendessero il sopravvento, soccomberanno comunque:

non rispetto a ciò che resterebbe della nostra povera civiltà ma rispetto alla tecnica totale e onnicomprensiva, a un mondo definitivamente privo di riferimenti e valori esistenziali e umani, definitivamente dominato dalla tecnica come fine ultimo e inconsapevole.

Ci siamo già ma ci sono resistenze. Se l’antagonismo islamico soccomberà, se non si svilupperà una reazione europea radicata nella tradizione, se da oriente non verrà nulla di nuovo, saremo, come forse siamo già, in un unica scatola di piombo, elettroni ribelli ma attratti verso un nucleo impersonale, disumano e inesistente. In ogni caso dipende ancora da noi.

Le provocazioni, il cinismo, gli errori apparenti o reali, le guerre al nemico sbagliato e ogni altra strategia che provoca una crescita ancora maggiore degli antagonisti islamici e della loro distorta identità, sono il nostro nemico maggiore anche in questa guerra.

Alleati possono essere tutti i fedeli sinceri di Allah, che da padri di famiglia e uomini con la testa sulle spalle e il cuore aperto, non possono non vedere che sono di più le cose che accomunano un disk jockey tagliateste e un mangiatore seriale di panini con hamburger al sangue, che quelle che distinguono i veri islamici dagli europei di buona volontà.

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