EUROPA

Purtroppo non esiste ancora tra i popoli d’Europa una consapevolezza diffusa degli elementi di identità europea.

Rispetto ai molti elementi che li uniscono sono ancora prevalenti elementi culturali, sociali e morali che causano inevitabili incomprensioni tra di loro.

Una delle principali cause di ciò è sicuramente la differenziazione profonda che caratterizza l’approccio esistenziale cattolico rispetto a quello riformato.

I tedeschi in particolare sono stati plasmati dalla visione del mondo di Lutero, con tutto il suo carico escatologico, salvifico, schematico e, in definitiva, nevrotico, dal quale deriva la loro rigidità esistenziale, il loro senso di inadeguatezza, il conseguente bisogno di sentirsi migliori degli altri e predestinati da dio, il loro bisogno psicologico di regole e di organizzazione, la loro necessità di schemi semplici per la comprensione del reale, la loro frustrazione esistenziale. D’altra parte il processo di formazione antropologico e di differenziazione dei tedeschi parte da lontano e da molto prima di Lutero: se a Teutoburgo Varo non avesse perso la sua legione e se la Germania avesse avuto la fortuna di assimilare nei secoli successivi la cultura e civiltà romana, non ci sarebbe stata neppure la riforma e poi a seguire il nazismo.

Gli imperatori di stirpe germanica hanno provato ad unire ciò che era rimasto diviso. Ma presso i loro popoli originari troppe erano le differenze e nel frattempo anche l’Europa romana aveva assimilato nuovi elementi di differenziazione. Nel cattolicesimo, oltre all’eredità romana e imperiale, si erano introdotte forze disgreganti, elementi di rottura rispetto alla visione romana, la perdita del senso naturale dell’ordine, dell’efficienza e del bene della res publica.

D’altra parte così è stato e non è detto che ciò che è rimasto diviso si possa riunire, nonostante che ora la necessità di superare le differenze profonde e avvicinare, come molti dei suoi uomini migliori hanno sempre fatto, la Germania al resto d’Europa sia evidente a chi ne ha a cuore la sopravvivenza.

Non è detto che accada se ci si ostina ad usare come strumento di unità una retorica politica vuota e lontana dalla realtà e priva di riferimenti antropologici o il bisogno economico.

Anzi è probabile che la capacità strategica di altri popoli con interessi in contrasto con quelli europei, quali quello americano e cinese, permetta loro di sfruttare a lungo l’ottusità e mancanza di visione dei tedeschi, la disorganizzazione e individualismo degli italiani, greci e spagnoli e la retorica illuminista dei francesi per impedire la nascita di un’europa politica e profondamente unita.

 

 

 

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