Assad e Hollande

Trovo insopportabile la retorica pomposa e tronfia, con cui mister Hollande dichiara che Assad non “può” restare presidente perchè in Siria urge la democrazia. Povero Hollande, così banalmente simile a mister Sarkozy, così piccoli borghesi come la maggior parte di chi sta à gauche o à droit, due pupazzetti antropologicamente identici, divisi da dichiarazione di intenti scollate dalla loro reale idea del mondo, due fardelli al vento del consenso e della vanità, due piccoli politicanti che della retorica hanno fatto la loro identità e che fanno finta di non ricordare il casino che la sciocca retorica ha combinato in Libia uccidendo Ghedaffi. Lo stesso Ghedaffi a cui poco prima mister Sarkozy aveva baciato il culo e concesso di accamparsi in place de la Concorde.

Chi decide cosa è democratico per i Siriani? Hollande e mister Obama o il popolo siriano? Se non lo decide il popolo siriano perchè non la chiamano natocrazia o usacrazia o qualcosa di più semanticamente chiaro rispetto al significato? Chiamiamo le cose col loro nome: il bisogno di conquista si chiama solo bisogno di conquista e per nasconderlo, o per vergogna o per pudore o per cinismo, evitino, mister Hollande o mister Obama, di parlare di democrazia e di valori della democrazia. Stronzate senza fondamento logico, storico, antropologico, esistenziale, morale. I morti che la loro retorica ha ucciso e i disastri che la loro piccola strategia ipostorica ha prodotto, sono lì al sole, bianchi e dolorosi e nessun media asservito potrà nasconderli sotto la sabbia. Il tempo in fin dei conti farà giustizia degli eccessi di retorica e in ogni caso, forse a causa anche di questo eccesso di retorica che caratterizza quasi tutti i democratici stati occidentali ad eccezione della Russia, a tutti questi mister democratici, tolleranti a parole e violenti nei fatti, resta poco spazio di manovra. Tant’è che presto Putin interverrà in Siria e allora loro non sapranno cosa fare se non prenderne atto. Sono troppo deboli e stanchi e spero per i popoli d’Europa che il tempo di leader così fatti finisca presto. Credo che sia necessario che le guerre si combattano nuovamente a viso aperto: che una conquista si chiami conquista e non esportazione di democrazia, che quando si bombarda una casa si sentano le urla dei bambini e si veda il loro sangue schizzare almeno sul video se non sulla pelle dei mister democratici, e che si smetta di dare in pasto al popolo immagini e video asettici e privi di dolore per far sì che la percezione del dolore della guerra lasci il posto a una masturbazione lenta e distratta. Attenzione: non è una buona strategia neppure dal punto di vista militare e tattico perché quando la guerra sarà in occidente non saremo più abituati al dolore che comporta.

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