Sessualità

Dal punto di vista fenomenologico la sessualità è individuale, perchè infinitamente varia la possibilità di mix di femminilità e mascolinità.

Ma nella vita che ci è data da vivere, gli individui normalmente si identificano in un solo genere sessuale: gli uomini in quello maschile e le donne in quello femminile.

Lo facciamo per corrispondenza ai nostri archetipi culturali e linguistici, per corrispondenza al nostro corpo fisico e simbolico, per assenza di particolari cristallizzazioni o fissazioni.

E’ una buona cosa per gli individui e per la specie.

Per questo è una pura credenza priva di sostegno fenomelogico quella di chi ritiene che gli individui attratti dallo stesso genere siano un genere in sè: sono semplicemente individui in cui il mix di femminilità e mascolinità ha formule diverse da quelle naturali o individui nella cui anima o mente (a seconda della profondità della cristallizzazione) si sono cristallizzati pensieri o sentimenti o pulsioni diverse da quelle proprie degli individui con una identificazione naturale.

Quando parlo di naturale non voglio dare nessun connotato morale ma semplicemente indicare cosa, per la natura, è preferibile. Se tutta l’umanità fosse composta da individui attratti da individui dello stesso sesso la specie umana si estinguerebbe. Così come i popoli e nazioni in cui la percentuale di individui attratti da individui dello stesso sesso fosse molto elevata avrebbero un tasso di crescita demografica più modesto o in decrescita rispetto a quelli in cui questa percentuale sia più bassa.

Sarebbero quindi destinati a essere sopraffatti demograficamente da altri popoli.

In generale, se la difesa degli individui attratti da individui dello stesso sesso è sacrosanta ed è inevitabile provare disgusto e disprezzo rispetto all’omofobia, alla violenza, alla aggressività diffusa in alcuni ambienti culturalmente e spiritualmente deboli, non possiamo non comprendere oggettivamente che la retorica gay e tutti i tentativi di diffondere un’idea astratta della sessualità in cui la confusione sessuale sia considerata un genere a se, è semplicemente sciocca, priva di consapevolezza filosofica e fenomelogica. Una battaglia arretrata dal punto di vista culturale, agli occhi di chi ha un minimo di strumenti di comprensione fenomelogica e autentica capacità critica. Una retorica in qualche caso piccolo borghese e in altri aggressiva e totalitaria.  Temo che faccia parte delle strategie con cui la nostra civiltà sta completando la sua opera di autodistruzione e il processo di tecnocrazia totalitaria.

E per questo motivo è probabilmente destinata al successo.

 

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