Ateismo

L’ateismo, dal punto di vista epistemologico, è una professione di fede priva della potenza della fede cristiana.

Presuppone la fede nel fatto che la realtà si esaurisca nel discorso sulla realtà, nella conoscenza scientifica o negli schemi logici in cui si articola il discorso o nelle fantasie in cui si cristallizza il nostro ego. L’idea di una realtà oggettiva distinta dalla nostra osservazione è pura fantasia. Chiunque, con spirito di conoscenza e non per puro desiderio di evasione o di divagazione, vada più a fondo nella genesi psichica del linguaggio o si pone di fronte all’esperienza con spirito di ascolto e osservazione fenomenologica, o anche solo sospende ogni giudizio e lascia aperta la possibilità dell’esperienza, libero da schemi, pregiudizi, frenando l’abitudine meccanica della mente, mutuata dalla bocca e della lingua, a formulare discorsi e quella, conseguente, della mente a formulare pensieri e giudizi, ha chiaro che la realtà ha una natura misteriosa e silenziosa e che lo spazio e il tempo non sono criteri definitivi di conoscenza. L’ateismo dunque è una contraddizione e, prendendo il lato peggiore della fede ovvero il suo aspetto consolatorio di fronte all’abisso dell’inconoscibilità della realtà, ha trasformato la fede religiosa in un fideimo povero di fantasia, bigotto, schematico e banale,  stampella psicologica per individualisti piccolo borghesi, bisognosi di definire i limiti della realtà confondendola con le nostre definizioni e discorsi sulla realtà. Non trovo nessuna differenza antropologica tra questi bigotti della ragione scientifica e i bigotti che prendono il Cristo non per aprire la mente e il cuore, non per placare il proprio ego loquace, ma per spiegare e inquadrare la realtà, per rassicurarsi rispetto al destino della decadenza del corpo e in definitiva per consolidare le proprie consuete abitudini mentali. Sui musulmani non so cosa dire ma temo che tra di loro sia più diffuso il fideismo pigro e meccanico rispetto alla fede. Ma non conosco abbastanza per parlarne.

Ateo e bigotto: due cristallizzazioni mentali, con contenuti semantici apparentemente diversi ma identici nella natura e nella struttura. Verità per deboli di spirito.

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