non c’è onestà senza competenza

In Europa vedo molti politici che si propongono come “nuovi”, come soluzione rispetto al disastro attuale, come alternativi al sistema e come strumento per il Bene Comune. Solo marketing. Sono vecchi nella sostanza.
La prima qualità di un politico dovrebbe essere la capacità di giudicare se stesso e la propria capacità e “responsabilità” (capacità di rispondere) rispetto al compito di amministrare bene le risorse della comunità e guidarla in modo efficace verso obiettivi comuni e condivisi.
Purtroppo viceversa l’atteggiamento presuntuoso e la superficialità nel giudicare le proprie capacità e caratteristiche biologiche e antropologiche è la prima caratteristica di questi “politici nuovi”.
Mi immagino che nella maggior parte dei casi a scuola fossero degli asinelli, con poche doti mentali e pochissima voglia di studiare. Ma mi immagino che fossero sempre i primi a parlare, ad “aprir bocca” nelle assemblee studentesche. Sempre i primi a parlare, pur di parlare, pur di esistere ed essere riconoscibili per se stessi e per gli altri. Sempre i primi a parlare di diritti, di diritti fondamentali dello studente imbecille, sempre i primi a parlare di sciocchezze sterili e innocue…. Ma a parlarne come se fossero cose importanti. Con la voce rigorosamente a precedere il pensiero. Senza stile e senza energia mentale…Ma con ostentata sicurezza. Le assemblee degli studenti…. Palestre per politici sciocchi e vanitosi, inutili e dannosi alla comunità. Me li immagino studentelli asinelli questi politici del popolo, piccolo borghesi che si spacciano o, nel migliore dei casi, si credono rivoluzionari. Non riesco a capacitarmi di come sia possibile che gente del genere si proponga, senza vergogna, di governare Roma… Persone senza qualità, senza competenze, senza energia mentale, senza visione. Calati nell’ottusità dell’arroganza e incuranti della loro inadeguatezza. Disinteressati a migliorarsi. Populisti senza amore per il popolo. Finché l’egoismo individuale e la vanità non lasceranno il passo alla consapevolezza delle proprie reali qualità e potenzialità, fin quando chi si propone come amministratore della res publica non si cura di cosa sia richiesto dalla natura per amministrare la res publica, è inutile parlare di rivoluzione e novità. Tutte stronzate, slogan inutili, penosi e fastidiosi.
Senza rispetto delle capacità e delle competenze, senza la consapevolezza dei ruoli e delle funzioni che competono ai membri della comunità sulla base di qualità e competenze, è ipocrita parlare di onestà.
Non c’è nulla di più disonesto e dannoso per la comunità di piccoli politici vanitosi e inconsapevoli che persuadono se stessi e gli altri membri della comunità di essere adeguati al compito di amministrare la res publica.

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