La selezione “digitale” dei rappresentanti del poppolo

Credo che in fondo Casaleggio sia un uomo dotato di ingegno, creatività, visione, interesse per il bene della comunità. Forse anche Grillo. Non ne sono certo ma credo anche lui abbia un autentico interesse per il bene della comunità.

Ma purtroppo le loro aspettative resteranno deluse perché non hanno tenuto conto di due elementi di fondo:

– la decadenza morale e intellettuale della attuale classe politica in Italia e negli altri stati dell’ “occidente” non è un fenomeno di passaggio, causato da scelte sbagliate che si possono correggere solo con la buona volontà.  E’ un fenomeno antropologico complesso che è connaturato alla storia della civiltà occidentale. E’ sufficiente analizzare dal punto di vista fisiognomico i vari tipi umani che oggi, al di là della retorica della democrazia diretta, sono ai vertici del movimento dei 5 stelle, per comprendere come la decadenza non sia stata contrastata ma anzi enfatizzata. Vanità, protagonismo, egocentrismo piccolo borghese, retorica, irresponsabilità come inabilità a rispondere, compiaciuta soddisfazione infantile per aver occupato un angolino nella storia del nulla italiota.

– la decadenza è enfatizzata e non combattuta dallo sviluppo della tecnologia digitale. E’ semplicemente evidente se si osserva l’alienazione di chi trascorre gran parte del tempo che ci è dato da vivere a smanettare e digitare anziché ad amare, ad ascoltare il proprio respiro, a ricercare e curare la bellezza. Non sto parlando del fatto che nella storia della filosofia e del pensiero occidentale la tecnologia rappresenta il compimento teoretico della decadenza, sto parlando di cose evidenti a chiunque abbia un minimo di spirito d’osservazione, dell’alienazione di uomini che, a differenza dei proletari di cui parlava il povero Marx, non si pongono neppure il problema dell’alienazione, tanto sono immersi nel mondo digitale.

Come poteva essere possibile che la selezione e scelta della classe politica mediante processi digitali, informatici, virtuali portasse a risultati migliori di quelle tradizionali? Pensare di combattere la decadenza con lo strumento che più di ogni altro ne configura l’essenza, è come pensare di ridurre il rumore con un megafono.

Credo che statisticamente il quoziente intellettivo, creativo, spirituale di chi ha una fissazione per social-blog-web sia molto più modesto della media. Non ne ho le prove  ma sono certo che, se fosse condotto uno studio indipendente e scientifico (che tenga conto quindi di tutte le variabili statistiche, ad esempio di quelle sociologiche) il risultato confermerà questa percezione. Chi passa il suo tempo a fare chiacchere sui social non fa nulla di nuovo rispetto a fare chiacchere da salotto e pettegolezzi, ma lo fa in modo amplificato e nevrotico. Mediamente i social-nevrotici sono personalità senza centro, vanitose, a volte frustrate e rancorose, bisognose di far sapere di esserci per il timore di non esserci, poco interessate a conoscere e a fare. Certamente non è così in assoluto, ma mediamente è così e si può pensare il contrario solo per disonestà, per retorica o per incapacità di libera osservazione.

Il primo livello di selezione è già quindi verso il basso e non verso l’alto, come dovrebbe essere se si vuole combattere la decadenza concretamente e non in modo ipocrita.

Se volete averne conferma provate a verificare qual è statisticamente la professionalità/abilità più diffusa tra gli eletti 5 stelle. Sicuramente quella che ha a che fare con il’web: esperti di web marketing, di social marketing e così via. Web master. Detto in inglese suona meno dissacrante ma il termine “maestro” peggio di così non poteva essere abusato. Niente di male dal punto di vista morale. Molto di male dal punto di vista della qualità antropologica. Per fare una sintesi: partendo dalla considerazione che nel recente passato della repubblica italiana i politici erano soprattutto, a parte i nullafacenti, giornalisti e avvocati, possiamo dire che DAI CHIACCHERONI PASSIAMO AGLI SMANETTONI, (ovvero: niente di più di chiaccheroni, anzi l’involuzione naturale dei chiaccheroni). Dagli eletti passiamo ai “cliccati”.

Inoltre: se già è difficile valutare il grado di competenza, serietà e responsabilità di una persona parlando con lui, ascoltando la sua voce e guardandola negli occhi, farlo digitalmente è semplicemente impossibile. Quale azienda selezionerebbe il personale unicamente sulla base di una valutazione digitale? Le aziende hanno l’obiettivo, tra gli altri, di fare utile.  Certo è triste pensare che perseguire l’utile economico porti alla fin fine conseguenze più “umane” della politica…. E’ triste.  Quale mamma sceglierebbe la tata per i bambini solo chattando con le candidate?  Quale esercito, se vuol difendere la comunità da un attacco nemico di eserciti o di formiche, sceglierebbe i suoi soldati e poi i suoi generali sulla base di un bel profilo linkedin?  Nessuno.

Di fatto, a causa dell’illusione che l’web sia uno strumento sufficiente a valutare il valore delle persone, gli eletti dei 5 stelle appaiono per lo più persone con capacità modeste, senza né arte né parte o comunque mediamente persone con caratteristiche molto simili se non peggiori di quelle di altri politici selezionati dai partiti o da gruppi di potere con metodi meno tecnologici.  Anche le selezioni tradizionali sono a loro volta inefficaci.  Ma la loro inefficacia è causata da motivazioni antropologiche diverse dalla natura stessa del mezzo e del metodo di selezione.

In definitiva l’illusione di Grillo e Casaleggio, per quanto possa essere in parte comprensibile, forse giustificabile, per quanto abbia anche un certo fascino romantico, per chi lo percepisce, per quanto possa essere assimilabile alla tecnica dei pompieri che combattono il fuoco col fuoco, per quanto meriti comprensione essendo dettata probabilmente dalla disperazione e dallo sconforto, resta una semplice illusione.

La modestia intellettuale, il basso livello antropologico, la vanità, la scarsa capacità operativa degli eletti del movimento 5 stelle ne sono l’evidenza.

Incarnano in modo più o meno evidente il peggio di ciò che Casaleggio voleva e vorrebbe combattere.

Piccoli borghesi mascherati da rivoluzionari. In sostanza dei poveretti.

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